L’anapesto e il ritmo anapestico

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Nella metrica greca e latina l’anapesto è un piede composto da due sillabe brevi e una sillaba lunga: È È —.

Il termine “anapesto” viene dal greco anapaistos, che significa ripercosso, ribattuto. E’ un piede ascendente, di cadenza ricorsiva e armoniosa, che veniva in origine usato come ritmo di marcia. Insieme al giambo è tipico di una poesia che favorisce la narrazione e la memorabilità.

In metrica italiana si usa per indicare una successione di due sillabe atone seguite da una tonica: ––+.

Una sequenza continua di piedi di questo tipo conferisce ad un verso un ritmo anapestico. Si parla allora di endecasillabo anapestico, decasillabo anapestico ecc.

Endecasillabo anapestico (––+––+–––+–):

Ha accenti di 3ª-6ª-10ª.

Se Mercé fosse amica a’ miei disiri
(Cavalcanti, Rime, XV, 1)

Decasillabo anapestico o manzioniano (––+––+––+–):

Ha accenti di 3ª-6ª-9ª.

Soffermati sull’arida sponda
volti i guardi al varcato Ticino,
tutti assorti nel novo destino,
certi in cor dell’antica virtù,
han giurato: Non fia che quest’onda
scorra più tra due rive straniere:
non fia loco ove sorgan barriere
tra l’Italia e l’Italia, mai più!
(Manzoni, Marzo 1821, 1-8)

Settenario anapestico (––+––+–):

Ha accenti di 3ª-6ª.

O natura cortese
(Leopardi, La quiete dopo la tempesta, 42)