Carducci, Su i campi di Marengo

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Giosuè Carducci, Rime nuove, Su i campi di Marengo

LA NOTTE DEL SABATO SANTO 1175

 

Su i campi di Marengo batte la luna; fósco
Tra la Bormida e il Tanaro s’agita e mugge un bosco;
Un bosco d’alabarde, d’uomini e di cavalli,
Che fuggon d’Alessandria da i mal tentati valli.     4

D’alti fuochi Alessandria giú giú da l’Apennino
Illumina la fuga del Cesar ghibellino:
I fuochi de la lega rispondon da Tortona,
E un canto di vittoria ne la pia notte suona:     8

— Stretto è il leon di Svevia entro i latini acciari:
Ditelo, o fuochi, a i monti, a i colli, a i piani, a i mari.
Diman Cristo risorge: de la romana prole
Quanto novella gloria vedrai domani, o sole! —     12

Ode, e, poggiato il capo su l’alta spada, il sire
Canuto d’Hohenzollern pensa tra sé — Morire
Per man di mercatanti che cinsero pur ieri
A i lor mal pingui ventri l’acciar de’ cavalieri! —     16

E il vescovo di Spira, a cui cento convalli
Empion le botti e cento canonici gli stalli,
Mugola — O belle torri de la mia cattedrale,
Chi vi canterà messa la notte di natale? —     20

E il conte palatino Ditpoldo, a cui la bionda
Chioma per l’agil collo rose e ligustri inonda,
Pensa — Dal Reno il canto de gli elfi per la bruna
Notte va: Tecla sogna al lume de la luna. —     24

E dice il magontino arcivescovo — A canto
De la mazza ferrata io porto l’olio santo:
Ce n’è per tutti. Oh almeno foste de l’alpe a’ varchi,
Miei poveri muletti d’italo argento carchi! —     28

E il conte del Tirolo — Figliuol mio, te domane
Saluterà de l’Alpi il sole ed il mio cane:
Tuoi l’uno e l’altro; io, cervo sorpreso da i villani,
Cadrò sgozzato in questi grigi lombardi piani. —     32

Solo, a piedi, nel mezzo del campo, al corridore
Suo presso, riguardava nel ciel l’imperatore:
Passavano le stelle su l’ grigio capo; nera
Dietro garria co ’l vento l’imperial bandiera.     36

A’ fianchi di Boemia e di Polonia i regi
Scettro e spada reggevano, del santo impero i fregi.
Quando stanche languirono le stelle, e rosseggianti
Ne l’alba parean l’Alpi, Cesare disse — Avanti!     40

A cavallo, o fedeli! Tu, Wittelsbach, dispiega
Il sacro segno in faccia de la lombarda lega.
Tu intima, o araldo: Passa l’imperator romano,
Del divo Giulio erede, successor di Traiano. —     44

Deh come allegri e rapidi si sparsero gli squilli
De le trombe teutoniche fra il Tanaro ed il Po,
Quando in cospetto a l’aquila gli animi ed i vessilli
D’Italia s’inchinarono e Cesare passò!     48