La cesura

La cesura è una pausa che divide un verso in due membri chiamati emistichi.


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Figure d’accento

Non sempre gli accenti nella lingua poetica corrispondono a quelli della lingua usuale; questo in virtù di figure d’accento che determinano lo “spostamento” degli accenti grammaticali rispetto all’uso normale per ragioni di ritmo o di rima.


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Figure fonetiche

Oltre alle figure metriche (dieresi/sineresi e sinalefe/dialefe) ed alle figure d’accento possono avere rilevanza per la metrica anche alcuni fenomeni che non sono propriamente metrici, bensì piuttosto fonetici e fono-sintattici. Si tratta di fenomeni che determinano metaplasmi, ovvero variazioni nell’aspetto fonetico o grafico delle parole. Possono essere per aggiunzione: prostesi, epentesi, epitesi, oppure per soppressione: aferesi ed elisione, apocope, sincope. Prostesi La prostesi (o protesi) consiste nell’aggiunta di una vocale o di una sillaba all’inizio di parola. Risponde ad esigenze eufoniche (per esempio la preposizione della “i” eufonica a parole che iniziano con s impura dopo parole che finiscono in consonante: per iscritto, in Ispagna), ma ha ovviamente ricadute sul computo metrico, perché determina la presenza di una sillaba in più. Ispumeggiano [spumeggiano] i frantoi (Carducci, Rime nuove, Faida di Comune, 74) Narran le istorie [storie] e cantano i poeti (Carducci, Rime nuove, Mito e verità, 1) Cloridan, cacciator tutta sua vita, di robusta persona era et isnella (Orlando Furioso, XVIII, 166, 1-2) Il fenomeno contrario è l’aferesi. Epentesi L’epentesi (o anaptissi) consiste nell’inserimento di una vocale fra due consonanti, in modo da avere una sillaba in più. Ciascun rivederà la trista tomba (Inf., VI, 97) d’un altro Orfeo la cetera [cetra] (Monti, Al signor di Montgolfier, 31) Niun fantasima [fantasma] di luce (Carducci, Rime nuove, In Carnia, 50) di quella maramaglia [marmaglia], io non lo nego (Giuseppe Giusti, Sant’Ambrogio, 26) similemente il mal seme d’Adamo (Inf., III, 115) Il fenomeno contrario è la sincope. Epitesi L’epitesi (o paragoge) consiste nell’aggiunta di una vocale o di sillaba non etimologica in fine di parola (tue per tu, fue per fu). Qui di pietà mi spoglio e di virtudi [virtù] (Leopardi, Le ricordanze, 41) eversor di cittadi [città] il mite ramo (Carducci, Rime nuove, Colloqui con gli alberi, 4) Poscia mi disse: “Quel da cui si dice tua cognazione e che cent’anni e piùe [più] girato ha ‘l monte in la prima cornice, mio figlio fu e tuo bisavol fue [fu]: ben si convien che la lunga fatica tu li raccorci con l’opere tue. (Par., XV, 91-96) Vuolsi così colà dove si puote (Inf., III, 95) Il fenomeno contrario è l’apocope. Aferesi L’aferesi è la soppressione di una vocale o di una sillaba all’inizio di parola (verno per inverno). [am]mainaste or or la vela (Carducci, Rime nuove, Faida di Comune, 118) tu pria che l’erbe inaridisse il [in]verno (Leopardi, A Silvia, 40) dell’ultimo orizzonte...
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Figure metriche di vocale: sinalefe e dialefe

La sinalefe è la fusione in un’unica sillaba metrica della vocale finale di una parola con la vocale iniziale della parola successiva.
Con la dialefe, invece, all’interno di verso la vocale finale di una parola e quella iniziale della parola successiva vengono conteggiate in due distinte sillabe metriche.


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Figure metriche: dieresi e sineresi

La dieresi è la scansione bisillabica di due vocali che normalmente costituiscono dittongo.
La sineresi consiste nella scansione monosillabica di un nesso vocalico normalmente diviso su due sillabe


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Sillabe grammaticali e sillabe metriche

Non sempre una sillaba metrica coincide con una sillaba grammaticale.


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Il computo delle sillabe

La metrica italiana è una metrica sillabico-accentuativa. Due sono infatti gli elementi fondamentali per l’identificazione del verso: il numero delle sillabe e la posizione dell’ultimo accento tonico.


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