Figure metriche: dieresi e sineresi

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La dieresi è la scansione bisillabica di due vocali che normalmente costituiscono dittongo. Solitamente due vocali contigue all’interno di parola costituiscono un’unica sillaba metrica: la dieresi – denotata con il segno diacritico dei due puntini sovrapposti ad una delle due vocali (es.: ï) – consiste nel computarle come due sillabe.

«A te convien tenere altro vï9 ag10 gio»,
(Inf., I 91)

e arriso pur di vi6 7 on leggia10 dre
(Carducci, Funere mersit acerbo, 10)

con o2 3 ose e tremule risa10 te
(Pascoli, I puffini dell’Adriatico, 6)

Dolce color d’o5 6 ental zaffi10ro
(Pur., I 13)

primavera per me pur non è ma10 i
(Rvf 9,14)

ch’accolga ‘l mï4 o5 spirto ultimo in pa10 ce
(Rvf 366, 137)

cre1d’ï2 o3 ch’ei credette ch’io credes10 se
(Par., XXXI 37)

le taciturne costellazï9o10ni
(Pascoli, Poemi conviviali: La buona novella, I, ii, 3)

O grazï3o4sa luna, io mi rammen10to
(Leopardi, Alla luna, 1)

lubrico piè le flessü7o8se lin10fe
(Leopardi, Ultimo canto di Saffo, 34)

Il fenomeno contrario si chiama sineresi e consiste nella scansione monosillabica di un nesso vocalico normalmente diviso su due sillabe, ovvero in iato.

e fug2 gia3 no, e parea6no un corteo9 ne10 ro
(Carducci, Davanti San Guido, 75)

ed erra l’armonia6 per questa val10 le
(Leopardi, Il passero solitario, 4)

Questi parea4 che contra me venis10 se
(Inf., I, 46)

Ma pur sì3 a4spre5 vie6 né sì selvag10 ge
(Rvf 35, 12)

non fia ch’almen non giunga al7 mio8 dolo10 re
(Rvf 12, 13)