Il giambo e il ritmo giambico

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Nella metrica greca e latina il giambo è un piede formato da una sillaba breve e una sillaba lunga: È —.

Il greco iambos viene da iapto, che significa lancio, colpisco, batto. Il giambo è infatti un piede caratterizzato da un andamento ascendente e da una cadenza marcata, spedita e vivace, che favorisce la memorabilità e la narrazione.

Nella metrica italiana indica un piede costituito da una sillaba atona seguita da sillaba tonica: –+.

Una sequenza continua di piedi di questo tipo conferisce ad un verso un ritmo giambico. Si parla allora di settenario giambico, novenario giambico, endecasillabo giambico ecc.

Endecasillabo giambico (–+–+–+–+–+–):

Ha accenti di 2ª-4ª-6ª-8ª-10ª.

di qua, di lˆà, di giù, di su li mena
(Inf., V, 43)

e bianca neve scender senza venti
(Cavalcanti, Biltà di donna, 6)

Nel mezzo del cammin di nostra vita
(Inf., I, 1)

L’Amor che move il sole e l’altre stelle
(Par., XXXIII, 145)

Al cor gentil rempaira sempre amore
(Guinizelli, Al cor gentil, 1)

il gran sepolcro adora e scioglie il voto
(Gerusalemme liberata, XX, 144)

Novenario giambico (–+–+–+–+–):

Ha accenti di 2ª-4ª-6ª-8ª.

A duro stral di ria ventura
(Chiabrera, Rime, VIII, 1)

Settenario giambico (+++):

Ha accenti di 2ª-4ª-6ª.

Rettor del cielo, io cheggio
(Rvf, 128, 7)

son questi i doni tuoi
(Leopardi, La quiete dopo la tempesta, 43)