Francesco Guccini: Auschwitz

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Canzone del bambino nel vento, nota anche come Auschwitz, è in strofe di cinque ottonari, quasi tutti con accenti di 2a, 4a e 7a.

Fanno eccezione i versi quattro e cinque della terza strofa e il terzo verso della sesta strofa, che sono novenari con accenti rispettivamente di 3a, 6a e 8a (ma sembrano più che altro dei falsi ottonari) e di 2a, 5a e 8a.

I versi sono spesso irrelati, fatta eccezione per alcune rime e parole-rima ricorrenti (bambino-camino, cento-vento-lento-contento, imparare-ammazzare, poserà-sarà).

Son mor2to ch’e4ro bambi7no
son mor2to con4 altri cen7to
passa2to per il4 cami7no
e ades2so so4no nel ven7to
e ades2so so4no nel ven7to

Ad Auschwitz c’era la neve,
il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’ inverno
e adesso sono nel vento
e adesso sono nel vento

Ad Auschwitz tante persone,
ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora
a sorridere qui nel vento, (9)
a sorridere qui nel vento (9)

Io chiedo come può l’uomo
uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni
in polvere qui nel vento,
in polvere qui nel vento

Ancora tuona il cannone,
ancora non è contento
di sangue la belva umana
e ancora ci porta il vento
e ancora ci porta il vento

Io chiedo quando sarà
che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare (9)
e il vento si poserà
e il vento si poserà

Io chiedo quando sarà
che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà
e il vento si poserà
e il vento si poserà