Francesco Guccini: L’avvelenata

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L’avvelenata (Via Paolo Fabbri 43, 1976): la struttura metrica

L’avvelenata è in strofe di versi lunghi, scomponibili però in endecasillabi e settenari.

Ne risultano sette strofe a schema AabCcbDEEed.
Quasi stanze con fronte di due piedi (Aab Ccb), niente chiave e sirma indivisa (DEEed).

Lo schema accentuativo e ritmico, considerano ovviamente la cadenza con cui Guccini canta i singoli versi, è giambico-anapestico.
Abbiamo quindi una sequenza di questo tipo:
–+–+–+–+–+–
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–+–+–+–
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L’avvelenata: il testo

Ma s’ io avessi previsto tutto que10sto, A
dati causa e prete6sto, a
le attuali conclusio6ni b
credete che per questi quattro sol10di, C
questa gloria da stron6zi, c
avrei scritto canzo6ni, b
va beh, lo ammetto che mi son sbaglia10to D
e accetto il “crucifige” e così si10a, E
chiedo tempo, son della razza mi10a, E
per quanto grande si6a, e
il primo che ha studia6to… D

Mio padre in fondo aveva anche ragione
a dir che la pensione
è davvero importante,
mia madre non aveva poi sbagliato
a dir che un laureato
conta più d’ un cantante:
giovane e ingenuo io ho perso la testa,
sian stati i libri o il mio provincialismo,
e un cazzo in culo e accuse d’ arrivismo,
dubbi di qualunquismo,
son quello che mi resta…

Voi critici, voi personaggi austeri, (11)
militanti severi, (7)
chiedo scusa a vossìa, (7)
però non ho mai detto che a canzoni (11)
si fan rivoluzioni, (7)
si possa far poesia; (7)
io canto quando posso, come posso, (11)
quando ne ho voglia senza applausi o fischi: (11)
vendere o no non passa fra i miei rischi, (11)
non comprate i miei dischi (7)
e sputatemi addosso… (7)

Secondo voi ma a me cosa mi frega (11) | di assumermi la bega (7) | di star quassù a cantare, (7)
godo molto di più nell’ ubriacarmi (11) | oppure a masturbarmi (7) | o, al limite, a scopare… (7)
se son d’ umore nero allora scrivo (11) | frugando dentro alle nostre miserie: (11)
di solito ho da far cose più serie, (11) | costruire su macerie (7) | o mantenermi vivo… (7)

Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, (11) | io poeta, io buffone, (7) | io anarchico, io fascista, (7)
io ricco, io senza soldi, io radicale, (11) | io diverso ed io uguale, (7) | negro, ebreo, comunista! (7)
Io frocio, io perchè canto so imbarcare, (11) | io falso, io vero, io genio, io cretino, (11)
io solo qui alle quattro del mattino, (11) | l’angoscia e un po’ di vino, (7) | voglia di bestemmiare! (7)

Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
Ovvio, il medico dice “sei depresso”, nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento.
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro:
compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco!

Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po’ di milioni,
voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni…
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!

Ma s’io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso,
mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare:
ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!