Francesco Guccini: Canzone per un’amica

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Canzone per un’amica (In morte di S.F.) presenta otto strofe di cinque versi ciascuna: due endecasillabi dattilici (accenti di 1a, 4a, 7a e 10a) e tre ottonari dattilici in schema AbAbb.

I tre ottonari sono sempre in rima tra loro. I due endecasillabi talora sono invece assonanzati o in consonanza.

Nella penultima strofa il quarto verso è un endecasillabo e il quinto un novenario (perlatro perfettamente pascoliano, con accenti di 2a, 5a e 8a).

Nell’ultima strofa gli ultimi due versi sono novenari (anche questi con accenti di 2a, 5a, e 8a).

Lun1ga e dirit4ta corre7va la stra10da A
l’au1to velo4ce corre7va b
la(1) dolce esta4te era già7 comincia10ta ~A (assonanza e quasi consonanza)
vi1cino lui4 sorride7va b
vi1cino lui4 sorride7va b

Forte la mano teneva il volante
forte il motore cantava
non lo sapevi che c’era la morte
quel giorno che ti aspettava
quel giorno che ti aspettava.

Non lo sapevi che c’era la morte,
quando si è giovani è strano
poter pensare che la nostra sorte
venga e ci prenda per mano,
venga e ci prenda per mano..

Non lo sapevi ma cosa hai provato
quando la strada è impazzita
quando la macchina è uscita di lato
e sopra un’altra è finita
e sopra un’altra è finita.

Non lo sapevi, ma cosa hai pensato
quando lo schianto ti ha uccisa,
quando anche il cielo di sopra è crollato,
quando la vita è fuggita,
quando la vita è fuggita…

Dopo il silenzio soltanto è regnato
tra le lamiere contorte:
sull’autostrada cercavi la vita,
ma ti ha incontrato la morte,
ma ti ha incontrato la morte…

Vorrei sapere a che cosa è servito
vivere, amare, soffrire,
spendere tutti i tuoi giorni passati
se così presto hai dovuto partire,
se pre2sto hai dovu5to parti8re…

Voglio però ricordarti com’eri,
pensare che ancora vivi,
voglio pensare che ancora mi ascolti
e che2 come allo5ra sorri8di
e che2 come allo5ra sorri8di…