Francesco Guccini: Primavera di Praga

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Primavera di Praga ha una struttura di endecasillabi quasi tutti regolari e per lo più di tipo dattilico (accenti di 1, 4, 7 e 10), disposti su sette quartine in rima o assonanza baciata.

Di an1tichi fa4sti la piaz7za vesti10ta A
gri1gia guarda4va la nuo7va sua vi10ta: A
co1me ogni gior4no la not7te arriva10va, B
fra1si consue4te sui mu7ri di Pra10ga. ~B (ass.)

Ma poi la piazza fermò la sua vita
e breve ebbe un grido la folla smarrita
quando la fiamma violenta ed atroce
spezzò gridando ogni suono di voce.

Son come falchi quei carri appostati;
corron parole sui visi arrossati,
corre il dolore bruciando ogni strada
e lancia grida ogni muro di Praga.

Quando la piazza fermò la sua vita
sudava sangue la folla ferita,
quando la fiamma col suo fumo nero
lasciò la terra e si alzò verso il cielo,

quando ciascuno ebbe tinta la mano,
quando quel fumo si sparse lontano
Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava
all’orizzonte del cielo di Praga.

Dimmi chi sono quegli uomini lenti
coi pugni stretti e con l’odio fra denti;
dimmi chi sono quegli uomini stanchi
di chinar la testa e di tirare avanti;

dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava:
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga.