La metrica: definizione e contenuti


La metrica fa oggetto di studio storico e critico le caratteristiche strutturali e ritmiche che connotano il discorso poetico in quanto distinto dal discorso in prosa.

Queste forme possono essere quelle catalogate e sviluppate nel corso della tradizione letteraria, oppure, nel caso della versificazione libera contemporanea, possono essere liberamente e personalmente elaborate dal singolo poeta.

La poesia del Novecento si è svincolata dalle forme metriche della tradizione, ma il discorso poetico continua pur sempre ad essere organizzato sulla base di rapporti di serie di sillabe, richiami fonetici e raggruppamenti di versi.
La metrica studia queste strutture e fornisce un catalogo delle norme e consuetudini dell’organizzazione formale e ritmica del testo poetico.

Perché dedicarsi allo studio della metrica? Non è forse possibile apprezzare e comprendere Alla sera di Foscolo senza sapere cos’è un endecasillabo, cosa distingue una rima baciata da una rima alterna e com’è strutturato un sonetto? In parte sì e in parte assolutamente no.

E’ certamente vero che possiamo apprezzare il sonetto del Foscolo senza sapere alcunché di metrica, ma è altrettanto certo che non possiamo comprenderlo a fondo. E quindi nemmeno apprezzarlo pienamente.
Perché Foscolo ha di fatto inteso scrivere un sonetto, i cui versi sono endecasillabi e in cui le rime delle quartine sono alterne.
Di più: gli endecasillabi e il sonetto del Foscolo, pur mantenendo una struttura tradizionale, sono profondamente diversi da quelli, per esempio, di Dante e Petrarca. Quindi è auspicabile non solo padroneggiare una griglia di nozioni metriche, ma anche possederne una visione storica e comparata.

I fenomeni metrici possono essere raggruppati in cinque classi principali (che corrispondono alle sezioni di questo breviario), a seconda che riguardino: