Cos’è la poesia
(argumenta ab auctoritate) – Parte I

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La poesia è l’arte tecnicamente alla portata di tutti: basta un foglio di carta e una matita e il gioco è fatto.
(E. Montale, E’ ancora possibile la poesia)

Tutte le buone liriche obbediscono ad una legge, anche se invisibile […].
L’architettura prestabilita, la rima, ecc. hanno avuto un significato ben più profondo di quanto non credano i poeti liberisti. Esse sono sostanzialmente ostacoli e artifici.
Ma non si dà poesia senza artifizio.
(E. Montale, da La poesia d’oggi, in “La Gazzetta del popolo” di Torino, 04.11.1931)

Una poesia… inizia come un groppo in gola, come la sensazione di qualcosa di sbagliato, una nostalgia di casa, un mal d’amore. E’ una spinta verso l’espressione, uno sforzo teso a trovare realizzazione.
Una poesia compiuta è una poesia in cui l’emozione trova il pensiero ed il pensiero trova le parole.
(R. Frost, Lettera a Louis Untermeyer, 1 gennaio 1916)

Potrei definire la poesia in questo modo: è quello che va perso nella traduzione.
(R. Frost, Conversations on the Craft of Poetry, 1959)

Il poeta sottrae tutto il meglio della vita per trasferirlo nella sua scrittura.
Perciò la sua scrittura è così splendida e la vita così brutta.
(L. N. Tolstoj)

Il misticismo senza poesia è superstizione, e la poesia senza misticismo è prosa.
(L. N. Tolstoj, Resurrezione)

La poesia non è un libero movimento dell’emozione, ma una fuga dall’emozione; non è l’espressione della personalità, ma una fuga dalla personalità. Ma, certamente, solo coloro che hanno personalità ed emozioni posso sapere cosa significhi voler fuggire da esse.
(T. S. Eliot, Tradition and the Individual Talent, 1919)

Prosa – parole nel miglior ordine possibile;
poesia – le migliori parole possibili nel miglior ordine possibile.
(S. T. Coleridge)

Nessuno è mai stato grande poeta senza essere nello stesso tempo un profondo filosofo.
(S. T. Coleridge, Biographia Literaria, 1817)

Un poeta insincero è una cosa impossibile.
(S. T. Coleridge, Seven Lectures on Shakespeare and Milton)

Tutto ciò che s’inventa è vero, puoi starne certa. La poesia è tanto precisa quanto la geometria.
(G. Flaubert, Lettera a Louise Colette, 14 agosto 1853)

Ci sono, infatti, due categorie di poeti. I più grandi, i rari, i veri maestri, compendiano in sé l’umanità; senza preoccuparsi di sé o delle proprie passioni, annullando la loro personalità per assorbirsi in quella degli altri, essi riproducono l’Universo, il quale si riflette nelle loro opere scintillante, vario, molteplice, come un cielo specchiantensi tutt’intero nel mare, con tutte le sue stelle e tutto il suo azzurro.
Ce ne sono altri a cui basta gridare per essere armoniosi, piangere per commuovere, parlare di sé per durare eterni. Forse, facendo altrimenti, non si sarebbero potuti spingere più lontano, ma, in mancanza dell’ampiezza, hanno l’ardore e l’estro, tanto che se fossero nati con un altro temperamento, non avrebbero forse avuto nessun genio.
(G. Flaubert, Lettere)

ll poeta osa rendere sensibili idee razionali di esseri invisibili: il regno dei beati, il regno infernale, l’eternità, la creazione, e simili; o anche trasporta ciò di cui trova i modelli nell’esperienza, come per esempio la morte, l’invidia e tutti i vizi, l’amore, la gloria, al di là dei limiti dell’esperienza, con un’immaginazione che gareggia con la ragione nel conseguimento di un massimo, rappresentando tutto ciò ai sensi con una perfezione di cui la natura non dà nessun esempio; ed è propriamente nella poesia che la facoltà delle idee estetiche può mostrarsi in tutto il suo potere.
(I. Kant, Critica del Giudizio)

Che differenza c’è fra poesia e prosa?
La poesia dice troppo in pochissimo tempo, la prosa dice poco e ci mette un bel po’.
(C. Bukowski, Storie di ordinaria follia)

La poesia è ciò che accade quando nient’altro è possibile.
(C. Bukowski)

Il poeta vive di esagerazioni e si fa conoscere per mezzo di fraintendimenti.
(E. Canetti)

Un volume di versi non è altro che una successione di esercizi magici.
(J. L. Borges, Storia della notte, 1977)

La musica comincia ad atrofizzarsi se si allontana troppo dalla danza;
la poesia comincia ad atrofizzarsi se si allontana troppo dalla musica.
(E. Pound)

I poeti che non s’interessano alla musica sono, o diventano, cattivi poeti.
(E. Pound)

Un sano tirocinio poetico non consiste in altro che nell’imparare ad essere scontenti.
(E. Pound)

La poesia dovrebbe sorprendere per un bell’eccesso, e non perché singolare – dovrebbe colpire il lettore come l’enunciazione perfetta dei suoi pensieri più alti, e sembrare quasi una rimembranza.
(J. Keats, Lettera a John Taylor, 27 febbraio 1818)

In breve definirei la poesia come la creazione ritmica della bellezza.
(E. A. Poe)

Un poeta è prima di ogni altra cosa una persona appassionatamente innamorata del linguaggio.
(W. H. Auden)

Scrivendo, scegliete le parole comuni; evitare il ditirambo e l’eloquenza… la poesia è incantevole.
(V. Woolf)

Il poeta è il genio della rimembranza.
(S. Kierkegaard)

I poeti parlano una sola lingua, ma non si comprendono ugualmente fra di loro.
(J. Cocteau)

Poesia, altro vizio solitario.
(C. Sbarbaro)

La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo.
(F. T. Marinetti, Manifesto del Futurismo)

Un poeta può essere molte cose, ma è soprattutto un bambino che si meraviglia di quello che accade a lui stesso diventato adulto.
(U. Saba)

La letteratura sta alla poesia come la menzogna alla verità.
(U. Saba)

La poesia presuppone tutto il trivio, il quadrivio, e tutta la filosofia, e il sapere umano e divino, e tutte le scienze.
(C. Salutati)

La poesia è sempre più di attualità perché rappresenta il massimo della speranza, dell’anelito verso il mondo superiore.
(A. Zanzotto)

In poesia tutto ciò che deve essere detto è quasi impossibile dirlo bene.
(P. Valery)

Una poesia dev’essere una Festa dell’Intelletto. Non può essere altro.
Festa: é un gioco, ma solenne; immagine di ciò che non è, dello stato in cui gli sforzi sono solo ritmati, riscattati. Si celebra qualcosa compiendolo o rappresentandolo nel suo stato più bello e più puro.
Qui la facoltà del linguaggio, e il suo fenomeno inverso, la comprensione, l’identità delle cose che separa. Si aboliscono le sue miserie, le sue debolezze, il suo quotidiano.
Finita la festa, non deve restare nulla. Ceneri, ghirlande calpestate.
(P. Valery)

Nella canzone le parole tendono a perdere il loro significato, e spesso lo perdono; all’estremo opposto, nella prosa è il valore musicale che tende a scomparire.
Il verso sta simmetricamente tra la canzone e la prosa ed è pertanto mirabilmente e delicamenente bilanciato tra il potere sensuale e quello intellettuale del linguaggio.
(P. Valery)

La poesia è la lingua madre della razza umana.
(J. G. Hamann)